“I primi pensieri e tentativi che ho fatto per praticare il [Metodo Monte Carlo]
mi sono stati suggeriti da una domanda che mi venne in mente nel 1946,
mentre ero convalescente per una malattia e giocavo a solitario. La domanda
era: Quali sono le probabilit&agrave di vincere giocando ad un solitario con 52 carte?
Dopo aver trascorso un sacco di tempo cercando di stimare il risultato con
puri calcoli combinatori, mi sono chiesto se un metodo pi&ugrave pratico di ‘pensiero
astratto’ non poteva essere quella di provare, diciamo, un centinaio di volte
e semplicemente osservare e contare il numero di successi. Questo era gi&agrave
possibile da realizzare con l’inizio della nuova era dei computer veloci, e ho
subito pensato a problemi di diffusione di neutroni e di altre questioni di fisica
matematica, e pi&ugrave in generale come modificare i processi descritti da equazioni
differenziali determinati in una forma equivalente interpretabile come una
successione di operazioni casuali. Pi&ugrave tardi … nel 1946, ho descritto l’idea di
John von Neumann, e abbiamo cominciato a pianificare i calcoli reali.”(Stan
Ulam)